Crea che ti passa…
Ma non è una frase tanto per dire. Crea che ti passa ha veramente senso. Quando siamo in un momento difficile, magari sull’orlo della depressione e tutto ci sembra vuoto e privo di senso, c’è sempre qualcosa che è pronto a salvarci dal rischio del baratro che potrebbe attenderci se ci lasciassimo cadere nelle braccia dell’oblio, del vuoto, del nulla.
Ed è quella straordinaria possibilità che è stata data solo al Regbo Umano. La possibilità di fare, agire ed auspicabilmente anche creare.
Cosa significa creare? Creare significa far apparire visibile, tangibile, fruibile, ciò che prima non lo era.
Decidere di fare una torta, nella sua apparente semplicità, è un atto creativo. Nelle mie forze interiori nasce una idea, questa diventa pensiero e da esso si generano una serie di azioni che porteranno alla creazione e realizzazione e presenza sul piano fisico di una torta. Non si sta parlando qui delle caratteristiche della torta, quelle entrano in un’altro campo. Si sta parlando del processo e gesto creativo. Questo processo ed il successivo gesto, lo possiamo applicare in ogni ambito della nostra vita. Possiamo decidere se vivere la nostra vita in maniera automatica e fare ciò che da quell’automatismo ci viene richiesto, o trasformare anche gesti ed incombenze semplici e banali, in atti creativi.
Sentire il processo che avviene. Sentire la sua essenza e seguirne la manifestazione e la nascita.
Porre attenzione sul fatto che qualsiasi cosa ci accingiamo a fare, modificare, prima del nostro intervento non c’era o era diversa.
Rifare un letto, se non segue dei gesti meccanici, automatici, svogliati, ma segue il processo ed il lavoro che il mio pensiero fa nel rendere possibile questo miracolo, diventa un atto creativo.
Non diamo per scontato che rifare un letto sia una attività noiosa, banale, antipatica e che se si potesse, lo si lascerebbe volentieri fare a qualcun altro. Si tratta invece di un gesto potente che mette in campo forse esclusivamente umane. Rifare un lettò è un piccolo miracolo che si ripete tutte le mattine.
Così come ogni gesto della nostra vita a cui non diamo peso e che magari, anzi, ci scoccia, ci innervosisce.
Vivere la nostra vita di veglia con questa attitudine, significa iniziare ad entrare nell’essenza del gesto creatore che è l’origine di tutto il nostro mondo manifesto, ed anche di quello che con i sensi ordinari non possiamo percepire.